Uccidere l’aragosta senza farla soffrire11/11/2010 - Sloweb
E’ l’eterno dilemma di quelli che stanno già pregustando una deliziosa zuppa di aragosta e che allo stesso tempo pensano alle sofferenze dell’animale mentre stanno per buttarlo vivo nella pentola piena d’acqua bollente.Forse il dilemma sarà risolto. Ora, un macchinario “fulmina” crostacei di grandi dimensioni con una singola scarica elettrica da 1.5 Ampere. Il Crustastun, così si chiama, è stato presentato a Londra al Food Innovation Center di Convent Garden come il miglior modo per uccidere i crostacei senza provocar loro inutili sofferenze. Funziona mandando una forte scarica elettrica all’animale che muore in pochi secondi, anziché impiegarci minuti o ore.Le compagnie di commercializzazione di crostacei, ristoranti e supermarket sono stati invitati ad adottare questo metodo per uccidere aragoste, astici, granchi ecc. poiché i modi tradizionali, che includono bollitura o congelamento a vivo, provocano enormi sofferenze, secondo le associazioni animaliste.
Il professor Douglas Neil dell’Università di Glasgow dice: «Alcuni studi dimostrano che il Crustastun elimina ogni attività cerebrale azzerando il sistema nervoso centrale e periferico». Una ricerca dell’Università di Bergen in Norvegia ha comparato i diversi metodi usati per uccidere le aragoste tra cui bollitura, surgelamento, riscaldamento graduale, gasamento, bagno di sale. Il risultato è che l’elettro-esecuzione è la tecnica che porta alla morte più velocemente.E’ noto che le aragoste sono difficili da uccidere, poiché non hanno un singolo, centralizzato sistema nervoso, ma più sistemi con due gangli, uno nella fronte tra gli occhi, uno dietro vicino alla coda. Il Crustastun è la giusta soluzione ed esecuzione?
Luca Bernardinil.bernardini@slowfood.it
In foto il Crustastun
Fonte: The Independent
